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venerdì 1 ottobre 2010

Il mancato martirio del Belpietro


Puntuale come ogni anno, come le vecchie compagnie teatrali di giro e il circo, ecco l'ennesima replica della pantomima dei falsi attentati.
L'anno scorso ci è stata servita e rappresentata la scena del volo dell'ambrogino; quest'anno cambia l'attore protagonista ma il canovaccio è sempre lo stesso.
Dovremmo dunque credere, stando così le cose che i servizi di scorta sono costituiti da persone da definire quantomeno inette e inadatte allo scopo.
Il Basso Sultano sarebbe dunque scortato da una manica d'imbecilli che, visto colpito il soggetto da proteggere, anziché allontanarsi quanto più rapidamente possibile dal luogo della minaccia, gli fanno tenere un comizio dal predellino dell'auto.
Il giornalista Belpietro invece affiderebbe la propria incolumità a uomini che vedendosi puntata contro una pistola (da un uomo vestito da finanziare: con la camicia e la tuta!!!) anziché compiere un gesto naturale di autodifesa, sparano in aria per intimorire il malintenzionato!
Delle due l'una: o stiamo giocando con il fuoco, qualcuno si diverte a gridare al lupo! e queste responsabilità vanno indagate e punite; oppure qui si vuole accreditare la classica storia ormai trita e ritrita che non si può criticare Berlusconi e i suoi sodali perché altrimenti si aizzano le menti malate e pericolose.
Per quanto mi riguarda è l'ennesima farsa in salsa d'arcore.

Giuseppe D'Urso, insegnante molto precario, da Catania