Qualche giorno addietro un quotidiano locale ha pubblicato una notizia che forse all'inizio del secolo scorso avrebbe meritato rilievo per i contenuti e che oggi invece ci deve far riflettere sulle persone piuttosto che sui fatti.
Gli ingredienti del grottesco ci sono tutti: un "teatro dello scandalo", rappresentato, in questo caso, da un condominio ubicato a Porto Empedocle, zona altipiano Lanterna, improvvisamente trasformatosi in una sorta di ronzante e indignato vespaio; i due giovani attori protagonisti, che vestono i panni di due giovanissimi che, complice la penombra, si stavano scambiando dei baci, come fanno de decine di migliaia di anni gli individui della nostra specie; ed un antagonista, interpretato dall'inquilino dell'ultimo piano che, accortosi del "misfatto" che si stava impunemente consumando, ha pensato bene non solo di allertare tutti i condomini del "pericolo imminente", ma di chiamare la polizia che, per ogni buon conto in pochi minuti si è recata sul posto, vicequestore in testa, cogliendo in "flagranza di reato" i due sciagurati. La ragazza, racconta la cronaca, aveva per la vergogna gli occhi umidi di lacrime represse e invano il suo fidanzatino cercava di confortarla al meglio mentre si allontanavano mogi mogi come due cani bastonati.
Il fatto in sè si commenta da solo e non merita approfondimenti che invece voglio riservare a questo "guardiano dei costumi". Avrei piacere di sapere per chi vota questo "talebano", di sorprenderlo mentre si esibisce in equilibrismi per giustificare i puttanai e i buttanismi che ci propone quotidianamente la cronaca italiana; mi pare addirittura di sentirlo mentre biasima lo spreco di risorse per le intercettazioni, il ricorso agli uomini delle forze dell'ordine per pedinamenti e appostamenti, dimenticando che questi sono dovuti e doverosi quando si tratta di reati o di ipotesi di reato. Lui invece, dinanzi ad assenza di reati, scomoda la polizia e il vicequestore per i baci di due adolescenti.
Spero che le autorità locali, nella loro relazione di servizio, non manchino di informare il Ministro, da cui dipende il vicequestore, della presenza di un simile talebano in suolo italiano e che si prendano tutti i provvedimenti restrittivi necessari affinchè a quest'uomo venga vietato il soggiorno in altre località della penisola, ad Arcore per esempio. Ci pare di vederlo il tapino, con il numero del pronto intervento già composto, chiamare ogni sera la polizia per denunciar reati.
Ma sappiamo che in quel caso qualche buona parola e giustificazione fiorirebbe immediatamente dalle sue labbra.
Giuseppe D'Urso, insegnate molto precario, da Catania.